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I Fondatori dell’Istituto

Venerabile Mons. Marco Morelli

(3 marzo 1834 – Lugo – 27 giugno 1912)

“Adoriamo in silenzio la volontà di Dio. Fare la volontà di Dio è amare e l’amore è luce e fuoco insieme; luce che ci dirige nella via della virtù; fuoco che ci riscalda e ci rianima al sacrificio, perché l’amore è più forte della morte”.
(3 marzo 1878)

Cenni biografici (dal Decreto super virtutibus)

Marco Morelli nasce a Lugo, diocesi di Imola, il 3 marzo 1834. Lo stesso giorno viene portato al fonte battesimale nella Chiesa parrocchiale dei Santi Petronio e Prospero (oggi San Giacomo Maggiore – Brozzi), a Lugo. Il 24 giugno 1841 riceve il sacramento della cresima dal vescovo di Imola, Giovanni Maria Mastai Ferretti, futuro papa Pio IX, ora Beato.

Tra il 1843 e il 1846, si trasferisce con la famiglia a Fusignano. In quegli anni matura la sua vocazione alla vita sacerdotale e si dedica, privatamente, allo studio “di lettere e di filosofia”. Il 3 aprile 1858 viene ordinato sacerdote a Faenza. Completa gli studi ecclesiastici alla Scuola Emaldiana dei Padri Domenicani di Lugo. Nel 1861 viene scelto per la sua riconosciuta prudenza, come precettore e “curatore degli affari” presso i Conti Emaldi.
Dotato di ottima cultura letteraria e storica, oltre che teologica, compone moltissime poesie, epigrafi, drammi sacri per festività religiose e circostanze varie.
Sempre obbediente e fedele al Vescovo, svolge un’intensa attività culturale e pastorale, a difesa del Papato e della Chiesa. In modo particolare costituisce una Pia Associazione di Preghiere e Buone Opere e pubblica un Catechismo popolare a sostegno del Concilio Vaticano I. Dà il suo contributo alla stampa cattolica con la pubblicazione di diversi articoli.

È impegnato in vari ministeri: predicazione, conferenze culturali, confessioni, direzione spirituale di vari Istituti di Suore e di numerose associazioni laicali. Dal 1872 al 1878 è direttore spirituale delle Adoratrici Perpetue del Sacro Cuore di Lugo.

Nel 1884 è nominato Professore di Teologia nella Scuola Emaldiana di Lugo.

Nel 1887 parla espressamente (l’idea l’aveva maturata fin dal 1873) al vescovo Luigi Tesorieri dell’intenzione di fondare un Istituto di Suore “per la maggior gloria di Dio, il desiderio ardente di riparare il Cuore di Gesù delle infinite ingiurie che riceve, lo zelo del bene e della salvezza delle anime, specialmente delle figlie del popolo”, delle fanciulle povere, orfane o abbandonate.

Il 17 ottobre 1888 nasce così l’Istituto delle “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante”, di cui è confondatrice Costanza Ricci Curbastro (Suor Margherita) (1856-1923).

Nel 1903 corona l’originaria fondazione con un’altra iniziativa caritatevole: la “Piccola Opera delle Figlie della Provvidenza”, dedita ad accogliere ed educare con l’istruzione e il lavoro (taglio, cucito, ricamo) le fanciulle povere ed orfane. Per raccogliere i fondi necessari per il mantenimento delle bambine, promuove spettacoli, fiere di beneficenza, lotterie.

Nello stesso anno (1903) viene nominato Vicario Foraneo della città di Lugo e Prelato Domestico di Pio X.
La salute fisica, sempre fragile a causa di molteplici e insistenti malanni, si aggrava nel 1910 e, dopo varie ricadute e riprese, giunge la fine.

Muore santamente, dopo aver chiesto e ricevuto i Sacramenti degli infermi e la Benedizione speciale del papa Pio X, il 27 giugno 1912 e tumulato nella tomba dei Padri Cappuccini, nel Cimitero cittadino.
Il 16 settembre 1939 la Salma del Venerato Fondatore è traslata, insieme a quella di Madre Margherita, nella Chiesa dell’Istituto delle Ancelle, con un imponente concorso di clero e di folla, testimonianza pubblica di gratitudine “al genio della carità, attinta al Cuore trafitto di Cristo”.

Dal 26 giugno 2006 è Venerabile.

Venerabile Madre Margherita Ricci Curbastro

(6 ottobre 1856 – LUGO – 7 gennaio 1923)

“Raccomando ancora una volta carità, carità, carità per tutti”.
(Testamento spirituale, 1 febbraio 1922)

Cenni biografici (dal Decreto super virtutibus)

Costanza nacque a Lugo, diocesi di Imola, il 6 ottobre 1856 e il giorno seguente ricevette il battesimo, nella Chiesa parrocchiale dei Santi Petronio e Prospero (oggi San Giacomo Maggiore – Brozzi), a Lugo. La famiglia era di nobile origine e di grande spessore culturale: tra l’altro, un suo fratello, Gregorio, diventerà un famoso matematico.

Nell’ambiente domestico era molto viva l’esperienza della fede e Costanza fu educata cristianamente; fin da bambina evidenziò un intenso spirito di preghiera e una grande sensibilità verso i poveri. Per qualche anno la sua formazione fu affidata alle monache del Monastero del Corpus Domini a Forlì, luogo che dovette lasciare in seguito ad un terremoto.

Nel frattempo nel suo cuore iniziava a prendere consistenza il desiderio di consacrarsi al Signore, ma era incerta, perciò il padre l’affidò “all’abile Sacerdote Don Marco Morelli” per guida spirituale. Per alcuni mesi fu accolta come Postulante nella comunità delle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli a Livorno, dove già viveva la sorella Suor Vincenza.

Ma il Signore “aveva altri disegni su di lei”, perciò ritornata a Lugo, si coinvolse insieme ad altre giovani, in maniera sempre più cordiale e consapevole, nel progetto di Mons. Morelli, di dar vita ad una Famiglia religiosa, con lo scopo “di partecipare intimamente all’opera redentiva di Cristo ed essere offerta riparatrice, attraverso il servizio ai fratelli, specialmente nei confronti delle fanciulle povere, particolarmente esposte al pericolo ed emarginate”.

Così, il 17 ottobre 1888, la sua entrata sancisce l’inizio dell’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante e lei, Costanza Ricci Curbastro, a trentadue anni, si ritrova Madre e Fondatrice. Confiderà più tardi: “Quando entrai da questa porta e mi tolsi gli ornamenti signorili e mi misi un semplice grembiule, che usavano portare nei primi tempi dell’Istituto, e mi accinsi a tutte le opere comuni, non so descrivere la mia felicità”.

In stretta e fattiva collaborazione col Fondatore, condivise, insieme ad altre “sei”, le tappe significative della consacrazione religiosa. Vestì l’abito da lei stessa ideato, l’11 agosto 1890 e in quella circostanza, assunse il nome di Suor Margherita del Sacro Cuore Agonizzante; emise la Professione, da subito perpetua, l’8 aprile 1892.

Si immerse con profondo coinvolgimento nelle opere educative e assistenziali, impegnandosi nella formazione umana e religiosa delle ragazze. Con Mons. Morelli organizzò laboratori di ricamo e tessitura e si adoperò affinché le giovani potessero inserirsi nell’ambito del lavoro. Condivise con il Fondatore le fatiche di molti viaggi per diffondere il carisma e le iniziative dell’Istituto; aprì nuove case in Romagna, in Toscana e nel Lazio. Fu guida prudente e illuminata nella direzione dell’Istituto e, dopo la morte del Fondatore, avvenuta il 27 giugno 1912, con grande carità Madre Margherita si donò alle sue figlie e sorelle.

Nonostante la salute delicata, mai venne meno al suo servizio e, anche in mezzo alle difficoltà, continuò ad accogliere bambine e ragazze nell’Istituto per avviarle allo studio e al lavoro. Gli anni della prima guerra mondiale la videro disponibile ad inviare le suore in alcuni ospedali militari per assistere i feriti.

Anima generosa e mite, Madre Margherita visse, come “anima riparatrice”, una profonda e coerente donazione a Dio e al prossimo. Nutrì nel suo cuore un’autentica “passione” per le ragazze di umili condizioni: per loro fu disposta a operare e a soffrire in unione al Cuore Agonizzante di Gesù. La fede fu il sostegno, la luce e la forza della sua vita, soprattutto nei momenti di prova. La carità più dolce e l’umiltà più profonda segnarono la sua personalità, l’amore di Dio vivificò il suo apostolato.

Dopo un lungo periodo di acute sofferenze, morì a Lugo il 7 gennaio 1923. Alle sue esequie ci fu una straordinaria partecipazione di clero, di autorità ecclesiali e civili, di ex allieve e di popolo.

Il 16 settembre 1939 la Salma della Venerata Madre è traslata, insieme a quella di Mons. Morelli, nella Chiesa dell’Istituto delle Ancelle, con un imponente concorso di clero e di folla, riconoscimento pubblico ad una autentica “testimone della Misericordia divina”.

Dal 14 aprile 2018 è Venerabile.

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