Suor Pierina Silvetti
Suor Pierina Silvetti, Suor Valeriana Collini e Suor Elvira Ghirardi.
Queste sono le tre suore dal 1941 operavano all’interno delle carceri di Forlì. Loro, a rischio delle loro stesse vite, si adoperarono in ogni modo per alleviare i tormenti e salvare dalla condanna a morte i reclusi dal fascismo per ragioni politiche e razziali.




Con grande sorpresa abbiamo trovato questo piccolo libretto nella BIBLIOTECA DEL SEMINARIO DI FORLI.
Copertina grigia, pagine ingiallite dal tempo, ma che all’interno cela un tesoro: le parole scritte dalla mano e dal cuore di un’anima femminile, religiosa, donata a Dio e per la salvezza di ogni uomo o donna che incontra. Parole scritte da una intelligenza fine e da occhi che sanno leggere la vita e penetrare nel profondo e nella verità delle cose.
PETALI BIANCHI (POESIE)
di Suor M. Pierina Silvetti
Forlì, 1944
Tipografia del Riformatorio Giudiziario
Nella raccolta di poesie non ci sono parole di introduzione o di conclusione.
Nessun accenno circa l’autore delle poesie o sul fine nobile di riscatto umano del lavoro di tipografia affidato alle persone carcerate.
Però è interessante mettere in evidenza due poesie: una dedicata all’allora madre Vicaria Madre Margherita Ricci Curbastro e una scritta in memoria di Padre Reginaldo Giuliani, cappellano militare che durante la guerra di Etiopia è stato ucciso mentre portava l’assoluzione ai morenti.
La prima poesia è:
AVE MARIA
Ave o Maria di grazia vaga rosa
teco è il Creator del mondo e delle genti
Benedetta sei Tu Vergine Sposa
e benedetto è il Figlio tuo: Gesù
Santa Maria, madre del buon Dio
prega per noi tanto peccatori
nell’ora del cammin terreno e rio
e nel mortale ultimo respir.
L’ultima poesia è:
NATALE DI GUERRA
Scendi fanciul dé secoli
di sempiterni cieli
e sù terreni macoli
spiega i tuoi casti veli
Vieni che tomba e crepita
l’obice e la mitraglia
rosseggia l’aere e strepita
immane la battaglia
La morte stende magica
la bruna ala ferale
e rotea la sua tragica
falce sul pié mortale.
Chiede la madre pallida
con lo stillante ciglio
alla natura squallida:
– Che fu di lui!… mio figlio?
Guarda la sposa il picciolo
che ignaro nella cuna
rosato come un bocciolo
dorme la sua sfortuna:
Il Babbo tuo dolcissimo
tu non saprai giammai
o fiore amabilissimo
invan lo chiamerai!
Arde di cruda ambasciata
il venerato cuore
e consumar si lascia
sull’ara del dolore!
Su questi orrendi laceri
scendi pietoso o Dio
e sui fumanti maceri
ferma il nemico rio!
Non più la Grotta aspettati
infante dell’amore
nel il Pastorello apprestati
le note del suo ardore
Oggi la greppia è l’anima
infranta e derelitta
che dilaniata spasima
per la mortal trafitta!
L’angelo ti discenda
al lume delle stelle
tra la bellica tenda
e l’anime sorelle
Vieni che il mondo attonito
attende la tua pace
per l’uomo al bene solito
e nell’amor verace!
Sperdi o fanciul dall’anime
ogni odio, ogni livore,
regni nel petto unanime
la luce del tuo amore!
Porgi o divino ed umile
L’inestimabil dono
che unisca l’uomo al simile
nel bacio del perdono
Deo Gratias.

Forlì 1943 – 1944
Cronache di guerra e Resistenza nel cuore della Romagna
Dall’Armistizio alla Liberazione
di Marco Viroli e Gabriele Zelli
«I testi del nuovo libro completano e integrano la narrazione precedente, illuminando aspetti meno noti ei quegli eventi cruciali. Attraverso un’attenta analisi storica, gli autori si concentrano su episodi fondamentali per la memoria collettiva della Romagna, offrendo una visione più completa delle drammatiche giornate che segnarono Forlì dal passaggio del fronte fino alla Liberazione.
Ogni capitolo approfondisce un tema specifico, come le atrocità nazifasciste, le storie dei partigiani, i sacrifici dei civili e gli sforzi per la ricostruzione. Questo volume non solo ampia il racconto del primo libro, ma lo arricchisce con nuove prospettive, rendendo Forlì 1943-1944 un’opera imprescindibile per chi desidera comprendere fino in fondo le ferite e le speranze che hanno attraversato Forlì e la Romagna in quel difficile periodo, anche grazie ai contributi di Oscar Bandini, Ennio Bonali, Maurizio Gioiello, Marino Mambelli e Mario Proli».
In questo libro, da pagina 23 alla 34 è contenuto lo scritto “L’anno più lungo” da un resoconto di Suor Pierina Silvetti, Suor Valeriana Collini e Suor Elvira Ghirardi redatto per ordine della Superiora Generale Suor Margherita Ricci Curbastro.