Suor Giustina Ferri
Suor Giustina, al secolo Fernanda Ferri, nacque a Sant’Alberto (Ravenna) il 23 marzo 1915.
Rimase presto orfana di ambedue i genitori e venne educata nel Collegio delle Suore “Ghiselli” di Ravenna.
L’8 aprile del 1933 entrò nell’Istituto del Sacro Cuore di Lugo, dove il 6 settembre del 1934 divenne Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante.
Conseguì il Diploma di Abilitazione Magistrale nel 1938. Per molti anni fu assistente delle Figlie della Provvidenza e delle studentesse del Collegio dell’Istituto.
Nel 1947 conseguì la Laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano).
Donna completa e umile Ancella profuse nell’insegnamento, esercitato con elevata preparazione umanistica e culturale, ammirevoli doti di maternità delicata, forte, gentile e generosa.
Il 24 marzo 1972, dopo un pomeriggio denso di interrogazioni, fu presa da male di gola con febbre altissima. Ricoverata in ospedale si aggravò rapidamente colpita da ictus celebrale.
Si spense il 28 marzo 1972, lasciando un vuoto incolmabile nella Scuola e nella Comunità.
Suor Giustina era una persona dolce, mite e attenta ad ogni realtà esistenziale. Amava l’arte in tutte le manifestazioni ed era particolarmente versata nella pittura e nel ricamo, di cui restano splendidi lavori.
La sua intelligenza, deduttiva e intuitiva ad un tempo, le concedeva di registrare con immediatezza ogni sfumatura della realtà quotidiana, che ella viveva sempre con intensità e commozione, specialmente in relazione alle vicende umane, considerate nella luce di Dio.
Amava la Romagna, il suo “popolo forte e lavoratore” che, come ella aveva scritto nella sua Tesi di Laurea, ha “il senso del bello, la voce arcana della poesia” ed ha “amato spesso cantare o semplicemente narrare, tingendo di una fantastica luce d’incanto, le gesta magnifiche dei suoi eroi e dei suoi santi”
(Suor Leopolda Pistolozzi)
UNA VOCE (POESIE)
di Suor Giustina
Edizione: 1997
Raccolta di poesie coordinata da suor Alda Bevilacqua e presentata da suor Franca Sartoni.
«Incontrarsi per la prima volta con la poesia di Suor Giustina è il dono di ascoltare una voce: una voce e le sue modulazioni, dal tono sommesso di chi si interroga, quasi a proprio malgrado, al grido dell’angoscia o di una gioia bruciante.
Leggere le liriche di questa Sorella, senza averla conosciuta in vita, è anche ricevere la traccia del suo ascolto, da cui scaturì la parola, come risposta».
(dalla Presentazione di suor Franca Sartoni)




